Incentivi alla rottamazione 2009
Con questo decreto il governo si pone davanti degli obbiettivi ben precisi, primo fra tutti la riduzione dell'inquinamento per l'ambiente.
L'Italia infatti è una dei 174 paesi che hanno aderito al protocollo di Kyoto. Questo protocollo, nato nel 1997 ed entrato in vigore il 16 febbraio 2005, prevede che i paesi industrializzati aderenti riducano del 5% le proprie emissioni di CO2 nel periodo 2008-2012 con il dato base di riferimento del 1990.
Per ottenere quindi dei risultati gli Stati aderenti hanno l'obbligo di incentivare in più forme la riduzione delle emissioni inquinanti al minor costo possibile. Tra queste modalità rientrano anche gli incentivi alla rottamazione come quelli proposti dall'Italia e da altri Stati.
Un'altro obbiettivo, come già detto, è quello di aumentare le sicurezza nelle strade, in quanto le auto nuove sono generalmente più sicure di una vettura di vecchia concezione. Il fatto che circa il 42% del circolante è più vecchio del 1999 aumenta sensibilmente la percentuale di rischio sulle strade. Autovetture nuove corrispondono indirettamente ad un minor costo per la sanità italiana, in quanto meno incindenti producono meno feriti.
Il terzo obbiettivo è quello di incentivare la ricerca e l'innovazione nel settore automobilistico. L'Italia è sempre stata ai primi posti per quanto riguarda l'innovazione degli impianti Gpl e Metano, con aziende che operano nel settore da molti decenni. Spingere lo sviluppo di nuove tecnologie permetterà di restare al passo coi tempi, di essere autosufficienti in alcuni campi e magari, perché no, sviluppare un qualche tipo di tecnologia alternativa con carburanti di nuova concezione.
Come ultimo obiettivo il governo si è posto di continuare il piano anti-crisi messo in atto il 16 Gennaio 2009. Se questo piano funzionerà probabilmente l'Italia potrà chiudere l'anno 2009 con un deficit sul Pil non troppo elevato, a differenza di alcuni altri paesi.
|
Incentivi alla rottamazione 2009 Pagina 1: Introduzione Pagina 2: Settore automobilistico italiano Pagina 3: Gli obiettivi del governo Pagina 4: Importi degli incentivi Pagina 5: Clausole e note Pagina 6: Conclusioni e commenti |